01/12/2007 €chos doc  
Acqua: un interesse abnorme
Se accadrà che l'acqua sarà la causa scatenante delle prossime guerre, il Paraguay, che è la terra dei grandi fiumi e che significa acqua che va verso l'acqua, dalle parole guaraní pará ("oceano"), gua ("a, verso/da") e y ("acqua"), sarà una delle carte strategiche da giocare più ambite nel prossimo futuro.

In questo Paese, il Sistema Acuifero Guarani (il Sag) della Cuenca del Platau è il cuore pulsante d'un immensa riserva di acqua dolce sotterranea che copre 1,2 milioni di chilometri quadri - 4 volte l'Italia - il terzo del pianeta o per altri - il primo, in quanto i suoi limiti precisi non sono ancora conosciuti...

Ebbene, la Cuenca del Plata è di grande rilevanza strategica, poichè, oltre ad essere la seconda o terza fonte di acqua dolce più grande del mondo, s'interseca coi grandi fiumi che scorrono nel continente sudamericano, Rio delle Amazzoni compreso, connettendosi con il grande Pantanal del Mato Grosso, arrivando in Argentina fino alla Pampa, da dove potrebbe connettersi (non è stato ancora accertato) coi laghi e ghiacciai della Patagonia... Secondo gli esperti la ricarica annuale di questa immensa riserva d'acqua dolce, è tra i 160 e i 250 chilometri cubi e dato che un km cubico equivale ad un miliardo di litri d'acqua, si dice in un articolo su Il Manifesto di ieri l'altro, "questo tesoro immenso può soddisfare le necessità di 360 milioni di persone per 100 anni usando solo il 10% della sua capacità totale". La sua ricarica naturale, per via diretta attraverso le piogge o per via indiretta attraverso l'infiltrazione verticale, può essere danneggiata dai residui industriali e domestici scaricati nei fiumi e dei pesticidi e agrotossici, il cui utilizzo nuoce gravemente alla salute e di cui si fa un uso smodato da quando due milioni di ettari del fertilissimo est paraguaiano, ha subito l’assalto della monocultura transgenica, portando il Paraguay ad essere il settimo produttore mondiale e il quarto esportatore dopo Usa, Brasile e Argentina.

Malgrado ciò, nell'area definita la Triple Frontera tra Paraguay, Brasile e Argentina, sembra annidarsi un irrisolvibile busillis materiale, che presto o tardi verrà svelato: si parla di interessi giganteschi, infiltrazione della criminalità, contrabbando di droga, traffico di armi e di donne, riciclaggio di denaro sporco... ma anche di cellule del terrorismo islamico. Per questo l'area è sotto stretto controllo militare. Sul territorio, come capita nei luoghi più sensibili del mondo, sono state installate centinaia di basi scientifiche e militari Usa e Onu e di altri organismi internazionali, il cui lavoro ufficiale è il monitoraggio di fenomeni ambientali e rilevamento di eventuali esplosioni atomiche.

C'è chi pensa che alla testa del progetto che vuole il controllo delle risorse naturali del pianeta considerae strategiche, vi sia la Banca Mondiale e l'Organizzazione degli stati americani. Nel caso del Sistema Acuifero Guarani della Cuenca del Plata vi è il proponimento di scoprire la consistenza esatta di questa risorsa acquifera, per dichiararla patrimonio dell’umanità, e assicurarne un uso sostenibile, evitarne la contaminazione e tenerla, constantemente sotto controllo. Ma il Guaraní scorre in gran parte in Paraguay ed una dichiarazione di quel tipo significherebbe escludere il Paese dal controllo diretto. E' come se l'Amazzonia o la Patagonia venissero considerate, prima che brasiliana o argentina, "patrimonio dell'Umanità".

C'è chi nota in questo atteggiamento anche un tentativo di rendere più complicata l'integrazione tra i paesi del Mercosud, attraversati in gran parte da spiccate antipatie per gli Usa, che potrebbero procurare una montagna di guai al potente stato nord americano.

Per concludere, mesi fa, il ministro argentino dell'Ambiente Luis D’Elia rivelò che la famiglia Bush stava comperando 40.000 di terreni che sorgono sopra il Guaraní (le fonti sono in gran parte sotterranee)... un'ecosistema unico, insidiato sempre più dalla volontà di chi pensa solo ad occupare e far fruttare economicamente queste terre.


Fonte: L.V.
 

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