07/02/2009 SOS SALUTE  
L'avanzata dei virus nel mondo
Da quando gli scienziati hanno proposto per la prima volta la possibilità che sul nostro pianeta possono verificarsi la diffusione di virus derivanti dai cambiamenti climatici... e non solo (si pensi, ad esempio, alla rapida diffusione di certe malattie per via degli oltre 2 miliardi di passeggeri che viaggiano in aereo, facendo diventare molti di noi dei potenziali untori globali), sono state sollevate le prime serie preoccupazioni allorchè sono sorte implicazioni per la diffusione degli arbovirus, trasportati da artropodi (acronimo di arthropod-borne viruses), come zanzare, moscerini, zecche... Tuttavia, sebbene le alterazioni delle temperature e le precipitazioni sono fattori importanti tali da rendere un territorio ospitale ad una invasione di arbovirus, sono in gioco nuovi tipi di emergenze virali... In un articolo del professor Stephen Higgs, by University of Texas Medical Branch at Galveston, e del collega professor Ernest A. Gould from Oxford University, si esaminano l'importanza relativa dei cambiamenti climatici nella diffusione di quattro virus, tra i più diffusi degli ultimi 10 anni: West Nile virus ( il virus del Nilo occidentale); Chikungunya (ne ho parlato diffusamente sul mio predente blog su Blogosfere), che si sta diffondendo soprattutto nei Paesi costieri asiatici ma anche in sud america, qualche raro caso anche in Italia; Rift Valley fever, la febbre della Rift Valley e Bluetongue virus, il virus della febbre catarrale degli ovini.

Non vi è dubbio che nel corso degli ultimi 50 anni o più, afferma il professor Higgs, modelli di malattie emergenti dovute ad arbovirus sono cambiati in maniera significativa. I virus in questione sono trasmessi da zanzare (West Nile, Chikungunya, Rift Valley fever), o moscerini (Bluetongue virus), creature la cui popolazione è in aumento negli ambienti caldi e umidi,e questo fa sospettare che una transizione verso un clima più caldo e umido potrebbe avere aperto la porta alla loro diffusione in nuove regioni. Non è possibile dissociare gli arbovirus dalle malattie del clima, ha detto Higgs. Ma vi sono altri fattori che determinano la diffusione di questi arbovirus, i quali includono la mutazione genetica, l'introduzione di nuove specie di zanzare, la presenza di una popolazione umana immunologicamente vulnerabile e la facilità di trasporto di potenziali untori (persone infette dal Chikungunya); periodi ciclici di alta piovosità, moderni progetti di irrigazione e commercio di bestiame, bestioline tra l'Africa e l'Arabia del sud (Rift Valley fever virus); e, come si è detto, del trasporto aereo nonchè da un gran numero di virus diffusi dagli uccelli migratori (West Nile virus).

Dei quattro virus allo studio, Higgs ha affermato che il cambiamento del clima potrebbe favorire maggiormente la diffusione del Bluetongue virus, portato dai moscerini, che causa malattie mortali nelle pecore, capre e bovini e che fino a circa 10 anni fa era limitato alla sola Africa.

Poi un clima più caldo in Europa, ha reso possibile l'arrivo del Culex imicola il cui morso è il più importante vettore di agenti patogeni virali del bestiame Bluetongue virus: (febbre catarrale degli ovini, Akabane e la peste equina), in Africa, Medio Oriente e del sud Europa. Oggi, sostenuti da altre specie di moscerini, la febbre catarrale degli ovini si è diffusa anche in 12 paesi europei.

La perdita economica causata da queste malattie è notevole; solo il bluetongue causa una perdita in tutto il mondo valutata in tre miliardi di dollari all'anno e si valuta che esso possa aumentare a causa della diffusione del virus in Europa. In più il Culex imicola è l'agente principale che provoca la demartite, allergia ricorrente in estate nel bestiame in Israele che riduce la produttività e il valore commerciale degli animali.

"Ci sono alcuni fattori che creano confusione- dice il professor Higgs - nel senso che animali infetti asintomatici che vengono spostati qui e la favoriscono, grazie al vento, l'espandersi su lunghe distanze dei moscerini. Ma sembra chiaro che la dispersione della febbre catarrale degli ovini (Bluetongue) è stata determinata dall'espansione verso nord del Culex imicola e che il cambiamento climatico può avere contribuito a questo.

Se le temperature medie aumenteranno in determinate regioni del mondo, come prevedono gli esperti, le speci dei vettori di artropodi (zanzare, moscerini, zecche...) si espanderanno oltre i loro confini geografici e bisognerà essere pronti alla possibilità che simili epidemie possono verificarsi.


Prima stesura 7/02/09

Fonte: "Il professor Echos"

Immagine: cves.ucdavis.edu

Fonte: ilprofessorechos.blogspot.com/
 

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