05/02/2007 global warming  
IL RISCHIO E' DIETRO L'ANGOLO

Preceduto da un simbolico blackout che ha tenuto spente per 5 minuti le luci della Torre Eiffel, ma anche del Colosseo e di piazza del Campidoglio a Roma, è stato reso pubblico, venerdì scorso, una parte dell'atteso e poderoso IV Rapporto ONU sul futuro climatico del nostro pianeta. Il quarto libro del rapporto è tutto scritto su 15 fogli, una sintesi di migliaia di pagine di molti studi sul clima effettuati negli ultimi 5 anni, in cui ogni dato, ogni riga è stata discussa parola per parola ed approvata dall'intera comunità scientifica internazionale e dai vari delegati dei governi.

"Questo rapporto è un'occasione perchè da delle linee guida" ha detto Ban Ki-moon, il segretario dell'ONU appena insediato "Ci da un po' di vantaggio per elaborare una risposta globale sui cambiamenti climatici, ma per far questo ci vuole determinazione, dobbiamo prendere l'iniziativa e abbiamo poco tempo, dobbiamo agire entro il 2012. La Comunità internazionale deve fare qualcosa prima che sia davvero troppo tardi".

Ghiacci che si sciolgono del 2,7 per cento ogni 10 anni, come quelli del Labrador, Groenlandia, Norvegia... In Islanda la guardia costiera sorvola l'Oceano Artico a nord ovest di Reykjavík per seguire da vicino i piccoli e grandi icebergs, talvolta isole di ghiaccio più grandi di una metropoli, che minacciano la navigazione e le rotte petrolifere...

Temperature che aumenteranno fino a 4 gradi in più per la fine del secolo, oceani che saliranno dai 20 e i 58 centimetri entro il 2100, incremento di uragani e tifoni, innalzamento progressivo di mari e oceani, inverni dalle temperature troppo miti. Anche sulle nostre montagne: di solito quando non nevica l'inverno la montagna è nuda quest'anno invece è verde come d'estate.

L'inverno 2006-07 ha dato una forte accellerazione alla trasformazione dei cambiamenti climatici. Non ha nevicato ne fatto freddo fino ad una decina di giorni fa. In Siberia gli orsi non sono andati in letargo; a New York, nel giorno della Befana il termometro si è fermato a 23 gradi. Solo il Nord America è flagellato dal freddo, tempeste di neve e 30 gradi sottozero. Ma ciò, dicono gli esperti, è in linea con la tendenza ai cambiamenti climatici, che stanno rinverdendo la Groenlandia e desertificando buona parte della zona mediterranea.

E' il riscaldamento stratosferico presente sopra l'Artico la causa dell'anticiclone che genera l'aria freddissima che investe il Nord del mondo.

Tutti segnali inequivocabili d'un sistema climatico entrato in tilt.

Il documento uscito dal Vertice parigino è un rapporto scritto per tutti i governi di tutto il mondo.

Tra i potenti del pianeta, è la voce del presidente Chirac, padrone di casa della Conferenza internazionale, a farsi sentire: "Si avvicina il giorno in cui il riscaldamento del clima sfuggirà a ogni controllo" ormai "siamo alle soglie dell'irreversibile" e per quanto riguarda il clima, dunque "non servono più mezze misure: è ora di rivoluzionare le coscienze, l'economia e l'azione politica".

Da Parigi, sembra sia stato partorito un beffardo memorandum sulle negligenze umane, a cui dovrà seguire, ci si auspica, un altrettanto valido vademecum.

In effetti, il rapporto dell'ONU, redatto attraverso la sua agenzia ICPP (Intergovernamental Panel on Climate Change), non fa che confermare la crescita dei gas serra, in particolare dell'anidride carbonica, l'aumento del livello dei mari e lo scioglimento dei ghiacciai. Sale la temperatura del pianeta di decennio in decennio ed è diventata enorme la produzione di polveri sottili che divora i cieli, specie quelli di Stati Uniti e Cina.

Il riscaldamento del clima sulla Terra durerà "oltre un millennio" e le conseguenze saranno piogge e temporali più intensi, desertificazione, rischi per le popolazioni costiere per l'innalzamento del livello del mare, estinzione di molte specie animali, cambiamenti nei cicli vitali delle piante.

Gli effetti si avvertiranno maggiormente in Africa, Asia meridionale e America latina, ma anche Europa e America settentrionale saranno pesantemente coinvolte.

Se il livello del mare prima saliva di 1,5 mm l'anno adesso varia da 1,8 mm a 3,1 l'anno. Entro la fine del secolo lo scioglimento dei ghiacci farà crescere il livello dei mari di 18-59 centimetri.

"L'Artico si sta sciogliendo troppo velocemente e se questo dovesse sparire il livello del mare sarebbe di 7 metri; nell'area di Shanghai 40 milioni di profughi, attorno a Calcutta 70 milioni. A Manhattan, il monumento ai caduti del Wall Trade Center sarebbe sommerso... Pensate all'impatto che avrebbero 200 mila rifugiati e poi immaginate quello di 100 milioni..." parole tratte da Inconvenienth Truth, il documentario che più di ogni altro è riuscito a dare una prima forte scossa ad un tema così delicato e rovente.

Lo scenario più apocalittico immaginato dagli scienziati disegna un'Europa resa invivibile dal gelo per colpa del venir meno della Corrente del Golfo, il benefico influsso marino proveniente dall'America del sud, che potrebbe essere annullato dai ghiacci della Groenlandia che si sciolgono e finiscono in mare.

Dice lo studioso Michele Colacino del CNR nel corso della trasmissione Dossier di RAI 2. "Alcuni glaciologi e climatologi spiegano l'innesco delle ere glaciali come appunto un processo di questo tipo, col rallentamento della Corrente del Golfo che porterebbe come conseguenza un raffreddamento delle alte latitudini. In tal caso, ci potrebbero essere delle ripercussioni abbastanza gravi su tutto il Nord Europa come pure in Asia, da dove potrebbero scaturire conseguenze talmenti gravi da far pensare a futuri conflitti dovuti alla forte diminuzione della produzione di derrate alimentari".

Mentre i governi discutono sul come evitare i danni del caldo, la vita sulla terra sta cambiando ad un ritmo inusuale. Negli ultimi 20 anni il numero degli uragani è quasi raddoppiato, la malaria si è diffusa anche sopra i 2000 metri di quota come nelle Ande Colombiane, ed è raddoppiato anche, in soli 10 anni, il flusso d'acqua proveniente dai ghiacciai della Groenlandia. Come conseguenza dei cambiamenti climatici, almeno 280 speci di piante e animali hanno modificato il loro comportamento, spostandosi verso le zone più vicine ai poli.

Tuttavia, dice Colacino, non basta occuparsi solo dell'atmosfera ma bisogna tenere conto anche dell'influenza dell'oceano, della sfera dei ghiacci (criosfera), della biosfera e soprattutto dell'attività dell'uomo. Allora è plausibile che questa variazione che stiamo registrando in questi anni, sia determinata da un innesco naturale cui si sovrappone l'effetto dell'attività antropica.

Ora, la questione più impellente da capire è quanto l'abbassamento delle emissioni di gas serra possono davvero correggere la situazione.

Al momento, sembra molto difficile bloccare le emissioni di gas serra. Allo stato attuale il meccanismo con cui si pensa di rallentare le emissioni è tutto riposto nel cosidetto Protocollo di Kyoto. Secondo gli studi, le attività dell'uomo immettono in atmosfera circa 20 MLD di tonnellate di gas serra. La previsione del Protocollo di Kyoto al 2012 è una riduzione del 5 per cento, cioè 19 MLD di tonnellate anzichè 20. Un po' pochino, evidentemente!

Uno dei meccanismi che potrebbero essere sviluppati è quello della segregazione dei gas serra, il quale consiste nel convogliare l'anidride carbonica in depositi che possono essere vecchie miniere, fondo marino, siti deserti... poichè essendo gas più pesanti dell'aria, una volta immessi, non tornano in superficie.

In realtà, il Rapporto è una sintesi di quanto già si sapeva, mentre invece si è dimostrata un'occasione praticamente unica e innovativa l'efficacia mediatica dell'avvenimento, che ha permesso a tanti scienziati provenienti da ogni parte del mondo, di organizzarsi per fare una sintesi di tutta la letteratura sull'argomento.

Quello presentato a Parigi è il primo volume di un rapporto in 4 tempi che è stato redatto con la collaborazione di 3750 studiosi, ed è quello a cui ha partecipato il fisico e oceanografo dell'Enea Vincenzo Artale, uno dei 5 italiani facenti parte del gruppo di scienziati coinvolti nello studio, solo uno delle decine di gruppi impegnati nella sua stesura.

"Il gruppo è relativo al capitolo 5 del Rapporto, dove vengono trattate le osservazioni oceaniche e l'innalzamento del livello dei mari " ha detto in un'intervista televisiva il fisico, aggiungendo che nel IV rapporto è stato evidenziato maggiormente l'osservazione, e un grossissimo contributo è venuto dall'osservazione sinottica globale dei cambiamenti dato dai satelliti, tant'è che i suoi aspetti sono stati quindi valorizzati.

Ma su questo tema così rovente la comunità scientifica è comunque divisa.

Sono in molti a sostenere che ci sono 90 probabilità su cento che l'effetto serra, responsabile del riscaldamento globale, sia legato alle attività umane.

Sono lo stesso in molti a credere che l'aumento della temperatura degli ultimi 15 anni sia indipendente dalle azioni dell'uomo.

La storia del clima ci ricorda che all'inizio dell'anno mille, quando l'effetto serra era un fenomeno sconosciuto, ci fu un periodo ben più caldo di adesso.

In Scandinavia si coltivava la vite e l'ulivo e i vichinghi, guidati da Erik il rosso, colonizzarono la Groenlandia (terra verde). Poi vi fu un'inversione di tendenza.

Nel Rapporto si afferma che il riscaldamento del sistema climatico è inequivocabile. Pur tuttavia, va ricordato, che il clima terrestre è il risultato d'una "serie infinita d'interazioni tra atmosfera, oceani e terraferma cui, oggi, si è aggiunta l'azione dell'uomo" scrive Piero Angela nel suo recente libro "La sfida del secolo". Oltreciò, si possono chiamare in causa "delle piccole modificazioni dell'orbita terrestre e delle minime oscillazione del suo asse", tutti fenomeni che farebbero aumentare o diminuire la forza dei raggi solari in arrivo, innescando in tal modo il cambiamento.

Noi si conosce un po' meglio la cosidetta Piccola era glaciale, periodo particolarmente freddo che va dalla fine del Medioevo a metà dell'ottocento. Molti studiosi sostengono che la Piccola era glaciale sia stata causata da cicli solari particolarmente deboli o anche da attività vulcaniche molto intense, con lancio di particelle microscopiche ( polveri e aerosol) nelle parti alte dell'atmosfera, che intercettano la luce solare, riducendone i raggi che arrivano al suolo.

Anche il Tamigi tra la fine del 1500 e il 1800 gelava spesso d'inverno.

Dice in controtendenza lo scrittore e saggista Mauro Della Porta Raffo, il quale non nega assolutamente che l'uomo sia esente da colpe ma basterebbe guardare alla storia del nostro pianeta, che è un pianeta vivente non un pianeta morto, per rendersi conto che i cambiamenti climatici, di estrema importanza e di larghissima entità si sono sempre verificati. "Abbiamo avuto dei periodi caldi molto accentuati, ad esempio a cavallo tra il 900 e 1200, quando le temperature erano molto più alte di quelle attuali. Abbiamo avuto dei periodi di glaciazione successivi alla Piccola era glaciale fino al 1850, abbiamo, a partire dal 1850 un nuovo periodo caldo."

Il Sahara fino al 5000 a.C. era pieno di vegetazione poi è intervenuto inspiegabilmente un processo di desertificazione, ora è un deserto.

Ora... che si dica che tutto è colpa dell'uomo è dovuto principalmente alla necessità che c'è da parte dei media, di trovare una via d'uscita, mentre invece quello a cui, in qualche modo, dobbiamo rassegnarci, è il fatto che la Terra vive e che si esprime anche attraverso continui mutamenti climatici.

La comunità scientifica è sicuramente d'accordo sul fatto che attualmente vi sia in atto una modifica e una variazione del clima. Meno d'accordo lo è invece sulle conseguenze, poichè i modelli climatici sono molto complicati, in quanto il clima è un argomento complesso,

C'è quindi chi sostiene che gli attuali modelli climatici usati per fare le previsioni, non potranno dare risultati credibili, perchè non possono prevedere come varieranno due fattori molto importanti per il clima: i cicli delle macchie solari e l'attività vulcanica. Altri scienziati fanno notare che l'effetto serra è causato per il 95 per cento dal vapore acqueo atmosferico, lasciando il restante 5 per cento agli altri gas (anidride carbonica, metano, ossidi di azoto...). Ma sono anche altre le ipotesi che circolano. Uno degli argomenti più dibattuti muove obiezioni che riguardano il ruolo del sole, dei vulcani e del vapore acqueo.

Si può allora ipotizzare una concomitanza di fenomeni, l'inizio di una nuova era calda e il riscaldamento dovuto dalle attività dell'uomo.

Sono fenomeni lentissimi, con tempi che vanno dai 20 mila ai 100 mila anni, e forse sono state queste variazioni a scatenare le ere glaciali o a interromperle. Nel corso dei millenni i ghiacciai sulle Alpi sono andati e tornati altre volte.

In conclusione, se le condizioni climatiche non dovessero migliorare e l'impegno dell'uomo risultasse vano, quello che attenderebbe il genere umano, è certamente scritto nell'Apocalisse: le vittime dei cambiamenti climatici salirebbero a 300 mila l'anno e nell'estate del 2050 il Mar Glaciale Artico potrebbe essere completamente privo di ghiaccio. Una volta sciolte le calotte polari il livello dei mari aumenterebbe di 7 metri devastando le zone costiere di tutto il mondo, facendo scomparire dalla faccia della Terra più di un milione di specie animali e vegetali tuttora viventi.

A Cambridge un noto astrofisico scommette addirittura sulla fine del mondo: al 50 per cento l'ora X è nel 2100.
ll rischio è dietro l'angolo, perciò sarà prudente procedere senza correre troppo, specie se al volante c'è qualche pivello dell'ultima ora... altrimenti rischieremmo di finire fuoristrada alla prima curva, senza rendercene completamente conto...












Fonte: il professor echos.blogosfere
 

Torna alle news della categoria "global warming"
Torna alla pagina delle news

SITI SUGGERITI

 » newsweek
 » Scubatravel
 » Newser
 » QUARTZY
 » Smithsonian magazine
 » Limes on line
 » gateway to victory...
 » barnstable patriot
 » Haaretz
 » Televideo RAI
 » Tecnologia e ambiente
 » Sustainable security
 » www.thenational.ae
 » Acqua
 »  Newspapers
Internet Public Library:
 » notizie dal Golfo
 » To day front page
 » Indian express
 » Nature world news
 » EBIBLE
 » ElvuxBiz
 » Global research
 » News.com.au
 » MongabayCom
 » Science world report
 » Pulse.com
 » www.greenleft
 » News10
 » Ecogeek
 » Express.co.uk
 » ifrepress
 » Reuters
 » Maktoob
 » Pravda
 » www.onlinenewspapers.com
 » www.newseum
 » TOP news
 » Gazette Times news
 » WorldWatch
 » CIA
 » GeoHive: Global Statistics
 » The sunday post.blogspot
 » Link the sunday post
 » Mappedup
 » Secret of the fed
 » Good net org
 » USA today
 » Africa journalism
 » French tribune
 » Atlas obscura
 » FOREST NEWS
 » cawater-info.
 » Science magazine
 » jn1.tv
 » allvoices.com
 » whatsonxiamen.com
 » Thinkprogress.org
 » Greenprophet
 » Nydaily news
 » Business week
 » Tribune.com
 » Oneworld
 » pbs.org
 » Onearth.org
 » .business and leadership
 » Ashden org
 » bay citizen
 » Online.WSJ
 » News Yahoo
 » Affari italiani. libero
 » Spiegel online
 » somali peacemaker
 » Money control
 » Alaska dispatch
 » ABC:AZ
 » Inter Press Service
 » Dagospia
 » ABC Article direct
 » Drudge Report
 » STATISTICHE
Statistiche popolazione mondiale
 » GLOBAL GEOGRAFIA
 » Diggita.it
 » TREE HUGGER
 » news africa
 » eenews
 » Informador
 » GIZMONDO
 » Reuters
 » Voa news
 » BBC mundo

FOCUS

Sito Online di Euweb