28/09/2007 global warming  
La sindrome climatica

Cosa sta succedendo al clima del nostro Bel Paese? Perchè le grandi aziende italiane non vogliono investire nel solare, nel termodinamico...? Sono alcune delle domande che mi sono posto e delle quali mi piacerebbe conoscere la risposta (forse ci farò sopra un sondaggio!). E' incredibile, come nel giro di poche settimane i cambiamenti climatici possano aver sconvolto la già precaria situazione climatica ed energetica italiana, oltre a montare una specie di psicosi collettiva, una sindrome climatica, appunto! Così, di punto in bianco, oltre ai preannunciati blackout (i consumi di energia sono aumentati mentre gli impianti per produrla e trasportarla non sono cresciuti), con conseguenti inverni tristi e freddi (ma col riscaldamento globale saranno sempre meno freddi), sembra che l'Italia debba pagare i costi più alti per i cambiamenti climatici in atto.

Quante volte ho sentito dire da un siciliano che l'Italia trascura la Sicilia poichè la ritiene più africana che italiana. Ebbene, secondo i dati presentati dal ministro per l'Ambiente al palazzo della Fao a Roma, dove si sono svolti i lavori della Conferenza sui cambiamenti climatici, ormai la distanza con l'Africa si accorcia: 1/3 delle nostre coste corrono il rischio di finire sommerse e la temperatura aumenta 4 volte più rapidamente che nel resto del mondo: negli ultimi 50 anni è aumentata di 1,4 gradi, rispetto la media mondiale che è di 0,7 gradi nell'ultimo secolo; contemporaneamente le piogge diminuiscono, la desertificazione è arrivata persino nella pianura Padana e il Po ha ridotto la portata d'acqua. Da Trieste alla Puglia, al posto del mare Adriatico si prevede una grande unica palude salmastra, senza vita e senza pesci. E' il rischio a cui è sottoposto un po' tutto il Mediterraneo, la cui temperatura, secondo i dati dell'Icram (Istituto per la ricerca sul mare) del Ministero dell'Ambiente, è aumentata non solo in superficie ma anche in profondità, rendendo le acque troppo calde anche nella stagione invernale. Nel mar Tirreno, lo scorso inverno, la temperatura fino a 100 metri di profondità è stata di 2 gradi sopra la media stagionale, 15 gradi contro i normali 13. Ed è il primo anno che succede. Nel 2003 invece era sparita la corrente del Golfo di Trieste, che insieme ad altre 3 correnti nel Mediterraneo danno vita alla flora e alla fauna al largo delle nostre coste. Mancando questa corrente nell'Adriatico, la temperatura è passata dai 5 gradi della media invernale dell'ultimo secolo, ai 13 gradi del 2003, con conseguenze pesanti che portano la diminuzione della biomassa marina e il calare dell'assorbimento di anidride carbonica.

E mentre il presidente della Repubblica, dal palazzo della Fao a Roma dove si è tenuta la Conferenza, avverte che "è essenziale che l'Europa parli con una sola voce", in seno al governo italiano, il ministro Bersani e il suo collega Pecoraro Scanio si affrontano in una disputa energetica su cui prevalgono due visioni completamente diverse. L'uno che ribadisce la necessità di potenziare i sistemi di produzione e le infrastrutture, in particolare, nel comparto del gas, che viene comprato all'estero per l'87% e a costi sempre maggiori perchè agganciato al prezzo del petrolio; l'altro, cui la vicinanza del premio Nobel Rubbia, in qualità di illustre consulente, lo sta spronando sempre di più ad una totale conversione energetica fondata sull'energie rinnovabili, solare termodinamico in testa, dichiara che si rendono necessari almeno 5 o 7 miliardi di euro l'anno per riparare i guasti e non far nulla costerebbe 40 volte di più (i danni causati dal riscaldamento del pianeta in Italia costano intorno ai 50 miliardi di euro l'anno). Indi per cui, ora dalle priorità esposte in Conferenza si attende una risposta in Finanziaria. L'obiettivo è che entro il 2008 il Ministero dell'Ambiente (ragionando con tutti i ministeri e gli operatori) possa realizzare una prima strategia nazionale per l'adattamento climatico, cercare di salvaguare il Paese da frane, alluvioni (in Europa, negli ultimi 25 anni ce ne sono state 238), dissesti idrogeologici, con grandi opportunità per il mondo del lavoro, mettendo in sicurezza il territorio nazionale.

Nel frattempo, per la prima volta dal 1990, i gas serra sono diminuiti del 1,5% in meno rispetto al +12% del periodo precedente.

Ma questo argomento, di certo, non finisce quì.


Dopo la controversa Conferenza sul clima svoltasi a Roma, preceduta tra l'altro da allarmistiche dichiarazioni di top manager su possibili blackout elettrici nel corso dell'inverno, o sulle temperature troppo alte nel nostro Paese... la preoccupazione tra la gente continua a crescere. A dimostrarlo sono le conclusioni a cui è giunto un recente sondaggio, commissionato dall'ambasciata del Regno Unito a Roma, che ha interessato giovani dai 18 ai 35 anni, e dal quale ne è uscito fuori che i giovani hanno paura del futuro. Una paura legata alla consapevolezza che il nostro pianeta soffre a causa dell'inquinamento che provoca i cambiamenti climatici, a cui fanno seguito poi gli inevitabili disastri ambientali. Seguono poi l'aumento del costo della vita, la disoccupazione e il terrorismo. Il nostro Ministro dell'interno, Giuliano Amato, in proposito si è così espresso: "Per un politico del nostro tempo, è un eresia forse dire che l'ambiente è più pericoloso del terrorismo ma l'ambiente è più pericoloso del terrorismo perchè uno sconvolgimento ambientale del tipo The day after tomorrow produce più vittime delle Twin Towers".

Alla Conferenza sul clima, il nostro Presidente del Consiglio ha parlato di "un nuovo patto con la Natura", un vero piano nazionale per le emergenze climatiche, che tradotto in soldoni significa cospicui interventi finanziari sulle energie rinnovabili. Tuttavia, il nuovo manifesto per un nuovo clima, redatto dal Ministero per l'ambiente che consta di 13 interventi concreti per la sostenibilità ambientale, non è stato sottoscritto da altri ministri, come il Ministro per le attività produttive, il quale apre invece al nucleare, pensando a centrali atomiche di ultima generazione. Per quanto riguardo l'aumento di temperature, secondo i climatologi, non sono giustificati gli allarmismi scaturiti dalla Conferenza. Sono in molti a contestare che le temperature nel nostro Paese siano salite 4 volte di più rispetto nel resto del mondo. Se la temperatura nel nostro Paese è cresciuta di quasi un grado e mezzo, il dato si riferisce ad un periodo di tempo troppo breve per ottenere una tendenza anche simile e in Italia, il trend a lungo termine è quello europeo, dicono al Cnr. "Hanno letto male i dati, hanno confrontato le temperature di tutta la Terra invece di prendere solo quelle delle terre emerse, che notoriamente sono più calde". Quindi, nessun allarme climatico, perchè in Italia le temperature sono in aumento come negli altri Paesi. La pensa così anche il professor Franco Prodi, esperto mondiale sul clima e i suoi effetti e fratello del nostro Presidente del Consiglio, il quale sottolinea la troppa enfasi che c'è stata sull'aumento di temperatura, che in realtà allinea l'Italia con le altre nazioni, ma lamenta invece, l'assenza di uno sforzo di ricerca fondamentale che dovrebbe esserci.

Solo un problema d'interpretazione dei dati, replica il Ministero dell'Ambiente, rilanciando la proposta d'istituire a Febbraio il Climate day, nell'anniversario della Ratifica del Protocollo di Kyoto.

Per altri, i dati diramati sono allarmi inutili: le temperature salgono e scendono ogni 1500 anni seguendo un ciclo naturale ed ora stiamo vivendo un periodo in cui la temperatura cresce. Su questo punto, va annotato quanto dice Franco Battaglia, nemico di coloro che imputano la colpa all'uomo del riscaldamento della Terra, e che dovrebbe essere preso in considerazione solo per la tenacia con cui porta avanti le sue convinzioni, pur prendendo sberleffi a destra e manca... semprechè non si dimostri clinicamente che sia un masochista della peggiore specie, ovviamente! L'attuale riscaldamento globale non è possibile imputarlo all'uomo, dice lo studioso, e questa sua posizione trova il conforto di altri 200 illustri studiosi dell'Associazione Galileo 2001. Secondo Battaglia il riscaldamento è cominciato nel 1700, quando l'industrializzazione era assente, è continuato fino al 1940, quando l'industrializzazione era quasi assente ed ha smesso di essere, anzi ha ricevuto un rinfrescamento medio globale dal 1940 al 1975, in pieno boom demografico e industriale. Inoltre sostiene che è il Sole a causare l'innalzamento della temperatura terrestre e ritiene che l'allarmismo di quest'ultimi tempi nasce dal fatto che ci sono alcune lobby interessate alla diffusione delle tecnologie di produzione di energia elettrica, fotovoltaica ed eolica, che, secondo lui, sono un fallimento, le quali non avrebbero nessuna ragione per poter essere sviluppate e che hanno trovato invece questa ragione nella finzione che è il riscaldamento globale.

Di tutt'altro parere invece, Filippo Giorgi, dell'ICTP di Trieste, facente parte dell''Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc), il comitato sui cambiamenti climatici dell'Onu, allineato sulla versione istituzionale. Secondo Giorgi l'attività solare non è aumentata, semmai è diminuita. Se ci fosse stato solo l'effetto dell'attività solare avremmo dovuto ottenere un leggero raffreddamento.

Notizie dissimili, allarmismi ingiustificati, pareri contrari, scelte energetiche contraddittorie, una gran confusione e un non raccapezzarsi più. Questo è quanto dovrebbe pensare gran parte del genere umano su quanto accade al clima, un'emergenza planetaria senza appello, una nuova concenzione di vita scaturita da... ma leggiamo quanto scritto da Federica, probabilmente una giovane lettrice, che in un commento al mio al mio blog, ha così scritto: "Si dovrebbe provocare volontariamente l'erogazione di ogni tipo di sostanza tossica per circa trenta giorni, in tutto il mondo. Tornare all'età della pietra per poco tempo non sarebbe la morte di nessuno ma sicuramente garantirebbe la continuazione della specie umana. Ci si prodighirebbe anche con la fantasia primitiva atta alla sopravvivenza e si apprezzerebbe in futuro l'evoluzione che abbiamo raggiunto".

Dovremmo pensarla anche noi così, dovremmo abituarci ad un lungo periodo di freddo, caldo, fame, malattie e tanta disperazione, o forse tutto ciò, con la nostra inconsapevole partecipazione, fa parte di un progetto terribilmente insidioso?


Quien sabe!




Fonte: L.V.
 

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