08/11/2007 €chos doc  
Se non ci fossero le donne i diamanti sarebbero sassolini

Qualcuno, di cui mi sfugge il nome, un giorno ha detto: "Se non ci fossero le donne i diamanti sarebbero sassolini". Poi se ti metti a pensare che per scovare uno solo di questi "sassolini", i minatori debbono scavare a mano tra tonnellate e tonnellate di fango e di terriccio (bisogna spostare cinque tonnellate di terra per trovare un carato di diamanti)... allora capisci che chi ha pronunciato quella frase non aveva detto una fesseria.

I diamanti sono sempre stati simbolo di ricchezza, potere e romanticismo, anche se poi non tutti questi straordinari gioielli dovrebbero finire sugli anelli di fidanzamento, se non se ne conosce la provenienza certa. In Africa, ma anche altrove, come ad esempio in Ecuador e in Perù, la strada dei diamanti è irta di insidie e pericoli.

In Sierra Leone, nell'Africa occidentale, è stato il traffico illegale di diamanti ad aver scatenato una guerra civile cruenta e feroce, che ha causato decine di migliaia di vittime ed ha messo in ginocchio il Paese. Lì, qualsiasi diamante che provenisse da una regione controllata da forze contrarie a governi legittimi o utilizzato per finanziare azioni militari era ed è ancora "Blood Diamond", diamante insanguinato. In Sierra Leone, che ha un potenziale estrattivo inferiore solo al Sud Africa, i diamanti sono la base finanziaria di altre guerre in Angola, Congo, Liberia, Costa d'Avorio...

Per fermare il commercio illegale, l’industria dei diamanti, rappresentata nel World Diamond Council, dopo tanto tempo, ha accettato di negoziare con i governi e le Ong, Amnesty International in testa, un sistema di certificazione delle pietre conosciuto come Kimberley Process , dal nome della città del Sudafrica dove si è svolto il primo incontro, il quale è un sistema di certificazione per il controllo dei diamanti destinati ai mercati del mondo occidentale, una sorta di certificazione etica, che possa garantire l'origine "pulita" delle gemme.

Questo sistema prevede un controllo statale sulle spedizioni (si detrae il dazio d'esportazione, che va a favore del governo) e richiede l’impegno della World Diamond Council. Dal 2003, oltre 60 Paesi hanno firmato il Kimberley Process, che sinora sembra abbia prodotto alcuni miglioramenti, anche se si è ben lungi dallo sradicamento completo del traffico, che è sempre fonte di sangue, morte, stupri, crudeltà...

Lo scopo degli uffici del Processo di Kimberley ospitati a Freetown, è quello di verificare la legalità dei diamanti della Sierra Leone. Ufficialmente i diamanti che passano in questi uffici sono estratti in aree del Paese che non sono più interessate da conflitti. Quasi tutti i giorni a Freetown scendono mercanti, minatori, esportatori per vendere; del resto la maggior parte degli uffici d'importazione hanno sede nella capitale sierra leonina.

Per essere certificati i diamanti vengono pesati e classificati in base a 4 criteri: chiarezza, carati, taglio e colore, da cui si estrae il valore del carato. Prima che venga rilasciata la certificazione, i diamanti vengono sigillati in una confezione a prova di scasso, quindi viene emesso un certificato che riporta il valore totale dei diamanti e che dovrebbe rappresentare una prova nei confronti degli acquirenti esteri, del fatto che non si tratta gemme insanguinate. Tuttavia... il certificato si riferisce all'intero pacco, non ai singoli diamanti... perciò, ogni volta che si compra un gioiello, non si è in grado di conoscerne esattamente l'origine.

Inoltre, ora i paesi produttori delle preziose gemme cercano di mettere in discussione il ruolo di Anversa, da sempre capitale mondiale del settore, e chiedono di aprire centri anche nei Paesi emergenti. I diamanti sono per sempre, così recita una famosa pubblicità della De Beers
, numero uno del settore delle gemme, ma Anversa, leader mondiale del commercio della gemma per eccellenza, potrebbe rivedere fortemente ridimensionato il proprio ruolo. Sette diamanti su dieci provengono dalla cittadina belga, dove ha sede la più importante scuola di taglio di pietra preziose.

Ma non è ad Anversa che questi gioelli vengono prodotti. Oggi è la Russia il principale Paese produttore di diamanti con il 22 per cento del mercato, segue il Botswana, col 19 per cento, davanti all'Australia e alla Repubblica democratica del Congo, con il 16 per cento. Complessivamente è però l'Africa il continente in cui viene estratta la più grande quantità di pietre al mondo ed i paesi africani, Sud Africa e Namimbia in testa, hanno deciso di presentare il conto. Così in un congresso ad Anversa, i rappresentanti del continente povero per eccellenza, hanno chiesto di aumentare la propria partecipazione alla catena del valore aggiunto, e cioè, l'apertura in loco di centri per il taglio delle pietre, che, lo ha ammesso la stessa De Beers, potrebbe stare in Paesi africani a vincere la miseria.


by L. Vecchi


Fonte: L.V.`
 

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