23/06/2012 NEWS  
Speciale "XX Conferenza sullo sviluppo sostenibile di Rio"

Speciale "XX Conferenza sullo sviluppo sostenibile di Rio"

16 giugno 2012


Dal nostro inviato a Rio de Janeiro John Keyman

Vent'anni dopo il primo Vertice sulla Terra a Rio de Janeiro, sotto lo sguardo vigile e protettivo della statua del Cristo Redentore, si è aperta la XX Conferenza in cui si spera si possa tracciare un nuovo corso per lo sviluppo economico e sociale sul futuro del pianeta, le sue risorse e i suoi popoli.

John Keyman, il nostro inviato speciale, è già sul posto e ci terrà informati su quanto verrà discusso e accadrà a questo vertice mondiale sullo sviluppo sostenibile che entrerà nel vivo la prossima settimana e che, come ha detto il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-Moon "è troppo importante per fallire".
Potrebbe essere proprio la crisi finanziaria mondiale ad aumentare le possibilità di una buona riuscita del Vertice di Rio. In un periodo in cui molte nazioni sono concentrate sulla sfida dello sviluppo sostenibile e il fatto che, in molti casi, le risorse siano finite, e in altri casi per ottenerle costino eccessivamente, fa presagire, appunto che da questo vertice, la green economy possa avere una certa rilevanza, poichè, come affermano molte associazioni ambientaliste "serve un sistema economico a basso contenuto di carbonio, in grado di migliorare il benessere e l'equità sociale, riducendo in modo significativo i rischi ambientali". E "la green economy poggia su un'economia a basse emissioni di CO2 ed è quella che oggi ha imboccato la strada dell'innovazione di processo e di prodotto".

Ed ora, una breve descrizione sulla città che ospita la Conferenza, preparata per noi da John Keyman.

Rio de Janeiro è una città che ha tutto: bel tempo, un grande popolo e grandi attrazioni. La incredibile e bella Avenida Atlântica è fiancheggiata da un lato da spiaggia bianca e mare azzurro e, dall'altro, dai piacevoli Palace Hotel che testimoniano il fascino eterno della città.
Quasi tutte le attrazioni di Rio si trovano nella ricca Zona Sul, i quartieri sopra o vicino alla spiaggia. E' qui che sono concentrati gli alberghi, i ristoranti, i negozi e la vita notturna . Durante il giorno, la vita di Rio si riversa sulle spiagge, la più attiva delle quali resta Copacabana. La famosa spiaggia di Ipanema è solo una breve passeggiata lungo la splendida Avenue. La vita di spiaggia qui è più contenuta, ma non meno seducente.
L'estensione occidentale, Leblon, è una comunità benestante, traboccante di piccoli ristoranti e bar. Le spiagge più lontane del sud, a partire da São Conrado e che si estende oltre la Barra a Grumari, diventano più ricche di bellezze naturali e sempre più isolate.
Rio è una città sorprendentemente moderna con i suoi 400 anni di storia. La maggior parte delle migliori attrazioni urbane si trovano una vicina all'altra nel centro della città. Ci sono chiese e musei sorprendenti che aiutano a presentare il meglio di questa cultura vibrante.
I ristoranti di Rio servono alcune tra le migliori bistecche e carne che si possono avere nell'intero mondo, e lo stile unico di cucina brasiliana non è da non perdere.
Inoltre, ogni anno, Rio offre il più grande "Carnevale" del mondo. I visitatori del Carnevale non restano mia delusi quando vedono gli incredibili carri e tanta bella gente. I visitatori di Rio vengono qui con grandi aspettative e quelle aspettative sono completamente soddisfatte quando si trovano in questa fantastica città. Gli abitanti di Rio e i suoi migliaia di visitatori sono certamente orientati affinchè questi propositi si avverino.


18 giugno

Speciale RIO + 20: la settimana cruciale
Dal nostro inviato a Rio de Janeiro John Keyman

Arrivando a Rio, ho dovuto prendere possesso in una stanza di un albergo decentrato rispetto al luogo in cui si tiene la Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile e dell'eliminazione della povertà. Questo poiché gli alberghi del centro sono al completo ma anche perché il mio editor, anch'egli alle prese con la crisi economica, non mi avrebbe potuto garantire né un soggiorno completo né le spese di sostentamento per oltre una settimana qualora avessi alloggiato in un albergo centrale. E dunque per arrivare sul luogo della Conferenza mi sono servito di un taxi.

Naturalmente, il grande evento di questi giorni, ha reso il traffico più congestionato del solito (figuriamoci cosa sarà per l'imminente Coppa del Mondo), e anche il tassista con cui ho parlato si è lamentato del maggiore movimento per le strade. Il traffico è peggiorato anche per via della costruzione della metropolitana che ha vietato l'accesso ai taxi in alcune strade, rese parzialmente vietate soltanto per il passaggio delle delegazioni di Rio +20.

Purtuttavia ho notato la mancanza di informazioni sull'evento in corso e sul grave problema degli spostamenti.

Intanto, prima che il summit entri nel vivo è in corso presso il centralissimo Windsor Barra Hotel (Avenida Lucio Costa) il Rio+20 Corporate Sustainability Forum, composto da decine di sessioni focalizzate e tenute in parallelo sui temi all'ordine del giorno. L'obiettivo principale del Rio+20 Corporate Sustainability Forum sarà di portare una maggiore quantità e qualità nelle pratiche di sostenibilità aziendali. Come una vetrina per l'innovazione e la collaborazione, il Forum è stato progettato per essere un terreno di lancio per l'azione diffusa.

Con oltre 2.000 partecipanti, il Forum darà alle imprese e agli investitori l'opportunità di incontrarsi con i governi, autorità locali, società civile ed enti delle Nazioni Unite in decine di workshop altamente focalizzate e sessioni tematiche legati all'agenda di Rio +20. Le sessioni avranno un obiettivo comune e di design: per stimolare l'azione e stimolare una maggiore diffusione. Innovativi partenariati pubblico-privati ​​e contributi di business saranno in mostra per ciascun tema, con l'annuncio di nuovi impegni per lo sviluppo sostenibile.

Mentre invece, il Rio Earth Summit 20 (o Rio +20) si terrà dal 20 al 22 giugno presso il Riocentro Convention Center, in Avenida Salvador Allende 6555.

Il Centro Congressi si trova in BarradaTijuca, a circa 50 minuti di autostrada dal centro di Rio de
Janeiro e 40 minuti di auto dal Rio de Janeiro International Airport.

Il programma ufficiale del convegno è strutturato come segue:

13-15 GIUGNO: Ultima riunione del comitato preparatorio

16-19 Giugno: Dialoghi per lo sviluppo sostenibile

20-22 giugno: segmento ad alto livello (capi di Stato e di governo)

Oltre agli incontri ufficiali, altri incontri si svolgeranno prima e durante il Rio +20.

Nonostante gli appelli personali delle Nazioni Unite, si teme che molti leader non verranno a Rio. In primis, proprio Barack Obama, che ha però deciso d'inviare una potente delegazione guidata dal segretario di Stato, Hillary Clinton.

Dilma Rousseff, il Presidente del Brasile, che sarà presente al vertice dei G-20 in Messico che proprio oggi prende l'avvio a Los Cabos, e la cui priorità sarà delineare una strategia comune per arginare i problemi europei, cercherà di convincere i capi di Stato e di governo dei Paesi ricchi ed emergenti a non disertare la fase conclusiva della Conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile di Rio.

Intanto a Rio, il giorno finale dell'ultimo round di colloqui volti a raggiungere un accordo sul documento finale della Conferenza delle Nazioni Unite, è stato preparato "Engouraging progress", il documento finale, appunto, in cui sono sottolineati i progressi che sono stati fatti dai gruppi negoziali la scorsa notte, con il 37 per cento del testo che è stato concordato dalle parti interessate.

La terza e ultima sessione del Comitato Preparatorio Rio +20' si è conclusa ed è stata seguita da una cerimonia di consegna del documento finale al Brasile, che detiene la presidenza della Conferenza. La nazione sudamericana ora deciderà come procedere per realizzare i progressi sulle questioni economiche, sociali e ambientali al centro dei negoziati.

Durante la cerimonia di consegna, ministro degli Esteri brasiliano Antonio Patriota ha annunciato che il processo di consultazione sul documento finale dovrebbe concludersi oggi. Sarà poi presentato per l'adozione da parte degli Stati membri il 20-22 giugno.


19 giugno

Speciale RIO + 20: il Summit delle incertezze
Dal nostro inviato a Rio de Janeiro John Keyman



Adesso poi che è in atto una crisi economica senza precedenti, che il vecchio continente europeo sta vivendo sulla propria pelle con troppe incertezze, seguito dalla massiccia economia statunitense pesantemente in recessione, con i suoi leader politici concentrati sulle elezioni presidenziali di novembre; nel momento in cui a mezzanotte di oggi in una sessione plenaria con i rappresentanti dei 193 paesi membri si dovrà approvare il testo dell'ONU da presentare ai leader che da domani presenzieranno al Summit vero e proprio.... c'è la sensazione che non si dia la massima attenzione alle questioni ambientali che si stanno affrontando a Rio 20.

"Il mondo dorme ai piedi di una catastrofe" ha detto il principe Carlo d'Inghilterra, persona molto sensibile ai problemi ambientali. Se si vede la Conferenza di Rio snobbata da coloro che più contano nell'economia globale allora la si potrebbe definire una iniziativa inutile e suggerire che ogni nazione dovrebbe semplicemente provvedere a se stessa. Buona fortuna, Burkina Faso e Ciad.

In questo vertice la maggior resistenza al testo dell'ONU viene dall'Unione europea, che vuole più tempo per negoziare. L'UE ritiene che la bozza presentata dal Brasile per cercare di conciliare le posizioni, è squilibrata e favorisce il pilastro sociale dello sviluppo sostenibile. Fin dall'inizio, gli europei hanno cercato di dare maggiore enfasi al pilastro ambientale.

I negoziatori brasiliani hanno detto che gli europei si lamentano, ma non vogliono impegnare maggiori risorse per la transizione verso uno sviluppo sostenibile.

Inevitabilmente, con l'argomentazione della crisi economica nei paesi ricchi, l'UE e gli Stati Uniti hanno posto il veto sulla proposta del G77 (gruppo dei paesi in via di sviluppo più la Cina) per creare un fondo di 30 miliardi di dollari annualmente a tale scopo.

Nel mentre, circa 2.000 indiani di diversi gruppi etnici, appartenenti alla Cúpula dos Povos (Summit dei Popoli) hanno invaso ieri la costruzione di BNDES (Banco Nacional de Desenvolvimento Economico e Social) in Rio
I funzionari dell'agenzia hanno chiuso le porte del palazzo e bloccato i manifestanti. Vestiti con costumi tradizionali e alcuni di loro con archi e frecce, gli indiani hanno detto che avrebbero campeggiato sul luogo per essere ascoltato. Intorno al 13.30, è stato permesso di entrare nel palazzo ad un gruppo di 12 rappresentanti indigeni.

L'invasione è una protesta contro i progetti che vengono finanziati dal BNDES nelle terre indigene, che hanno un impatto diretto sulla vita delle persone.

"Se gli europei continuano a venire in Brasile, mettere i minatori per massacrare il nostro popolo, noi non lo permetteremo. Non vogliamo essere trattati come animali. La nostra gente vuole una politica per gli indiani," ha detto il il capo della tribù Tupi-Guarani, del municipio di Itaporanga in Sao Paulo.

Hozana Castro de Oliveira, dell'etnia puroborá di Rondânia, spiega che la richiesta è diretta alle terre indiane. "Il governo dice che non ha soldi per delimitare il terreno e per la nostra istruzione, ma hanno i soldi da dare alle aziende per costruire centrali idroelettriche e fabbriche di altri sulla nostra terra."

La Cúpula dos Povos ha anche sollecitato l'azione contro la deforestazione, la demarcazione delle terre indigene, e miglioramenti nel campo dell'istruzione e della salute degli indiani. Inoltre desiderano che nelle loro terre venga vietato l'uso di pesticidi. Ma la richiesta più forte che hanno avanzato interessa la diga del Monte Belo, che sarà il terzo più grande progetto idroelettrico del mondo e sposterà fino a 20.000 persone, mentre la deviazione del fiume Xingu con la sua inondazione interesserà 230 chilometri quadrati di foresta pluviale. A riguardo il governo brasiliano dice ai residenti costretti a trasferirsi chee saranno ricompensati e trarranno maggior beneficio dal trasferimento.



C'è forse qualcuno disposto a credere a questa fandonia?


20 giugno 2012


Speciale RIO + 20: si comincia col pensare ai trasporti nei paesi in via di sviluppo
Dal nostro inviato a Rio de Janeiro John Keyman

Dopo la sessione plenaria di ieri e il prevertice dei giorni precedenti che è servito per mettere a punto le argomentazioni da presentare, oggi si è aperto ufficialmente presso il Riocentro Convention Center, in Avenida Salvador Allende 6555, la Conferenza Rio +20 sullo sviluppo sostenibile.

Più di 50.000 persone e rappresentanti di oltre 120 paesi sono riuniti a Rio de Janeiro per l'apertura ufficiale della Conferenza.

Gli argomenti trattati includono la distruzione della foresta pluviale, le barriere coralline evanescenti, l'appropriazione di terre, il bisogno di sicurezza alimentare, l'acqua pulita, il ruolo delle donne nella produzione di cibo, l'acqua potabile, l'accesso all'energia, il sistema di trasporti ostruiti, l'occupazione e lo sviluppo sostenibile quale arma per combattere la povertà.

In una manifestazione programmata per la Conferenza delle Nazioni Unite, sul Rio Flamengo Beach quasi 1500 persone, tra i quali molti indigeni del Brasile organizzati sotto l'ombrello della Articulation of Brazilian Indigenous Peoples, hanno formato uno striscione umano con su scritto in portoghese "Fiumi per la Vita"

In questo vertice delle incertezze, dove piccoli Stati, molte piccole isole con costiere basse soggette ad alto rischio ambientale dal riscaldamento globale e dall'innalzamento del livello del mare, si trovano ad essere sotto rappresentati, poiché debbono affrontare argomentazioni molto più grandi di loro, non avendo esperti che possono negoziare per loro, qualcosa di buono sinora è stato portato a casa.

Infatti la Asian Development Bank e sette altri finanziatori multilaterali, forniranno più di 175 miliardi dollari ai Paesi in via di sviluppo che stanno vivendo la congestione, l'inquinamento atmosferico e un alta incidenza di incidenti stradali, che serviranno a migliorare il loro trasporto nei prossimi 10 anni, utilizzando il car sharing o sistemi bus rapidi in Asia, America Latina e Africa, le cui città si stanno preparando per la crescita della popolazione ad oltre un 1 miliardo di persone nei prossimi due decenni.

Si prevede che le emissioni globali di anidride carbonica nel settore dei trasporti raggiungeranno quasi il 50 per cento entro il 2030 e la perdita dalla quantità di congestione al 5 per cento del PIL in molte nazioni asiatiche.

"Le risorse saranno sempre di più per sostenere interventi di trasporto sostenibili in tutte le forme, compresi i sistemi di trasporto pubblico, biciclette di alta qualità e infrastrutture pedonali nelle città, veicoli e combustibili efficienti, ferrovie e vie navigabili interne.", ha detto Tyrrell Duncan, direttore dei trasporti della ADB.

Gli altri finanziatori multilaterali interessati sono World Bank, African Development Bank, CAF - Development Bank of Latin America, the European Bank for Reconstruction and Development, the European Investment Bank, the Inter-American Development Bank and the Islamic Development Bank.



23 giugno 2012

Speciale RIO + 20: conclusione

Dal nostro inviato a Rio de Janeiro John Keyman


Si è conclusa la Conferenza ONU sullo sviluppo sostenibile di Rio de Janeiro. 190 Paesi si sono ritrovati vent'anni dopo il primo incontro nella stessa città brasiliana. Per l'occasione, a sorpresa, si è fatto vivo anche il padrino dell'ambientalismo mondiale, considerato uno degli artefici principali del movimento ambientalista mondiale, e organizzatore del Summit delle Nazioni Unite del 1992 Maurice Strong, oggi ottanduenne, nativo del Canada, oggi residente in Cina, a cui è stata concessa la ribalta in una serie di conferenze nel prevertice di tre giorni prima.

Nel corso della Conferenza sono stati trattati fondamentalmente due soli temi, l'affermazione delle energie rinnovabili come fonti primarie rispetto ai combustibili fossili e il problema della fame visto secondo la prospettiva per cui, a fronte di un aumento di produzione di cibo a livello globale, aumenta contemporaneamente anche il numero di affamati.

Il Segretario Generale dell'ONU Ban Ki-moon ha detto che gli impegni assunti sono mattoni e cemento per costruire un futuro più sostenibile" e che il risultato ottenuto "fornisce una solida base di sviluppo sociale, economico, benessere ambientale". "E guiderà tutti noi, verso un percorso sostenibile. Ora la nostra responsabilità é di costruirlo."

A contraddirlo però, è stata l'assenza al vertice di molti leader occidentali, Obama in testa, che dovevano essere i protagonisti. Ma la grave crisi del debito ha avuto la priorità assoluta. Eppure i temi in gioco erano importanti, come ha spiegato l'ex presidente brasiliano Cardoso: superare la divisione tra sviluppo e ambiente e accettare che la soluzione a povertà e ineguaglianza sia nella crescita sostenibile non nella crescita a tutti i costi.

I cortei di ONG, indigeni e attivisti hanno scandito le tappe di un vertice ambizioso nelle intenzioni, ma che per le associazioni ambientaliste passerà alla storia per le gravi omissioni, perchè definisce principi generali ma evita impegni concreti.

Si è parlato di Green economy e sviluppo sostenibile senza stabilire obiettivi certi. La green economy è un concetto che apre nuovi orizzonti nella terminologia ufficiale delle Nazioni Unite, ma è visto con sospetto da molte economie in via di sviluppo.

La dichiarazione riflette anche le preoccupazioni delle economie avanzate che combattono una profonda crisi finanziaria.

Wen Jiabao, il premier cinese, ha sottolineato che "il divario tra il Nord e il Sud si sta allargando", e che quindi si "deve promuovere lo sviluppo sostenibile globale e promuovere l'uguale diritto allo sviluppo per tutti i paesi." Ha poi parlato di green economy, dicendo che è cresciuta rapidamente, ma che manca ancora di norme uniformi.

"Rio 20 è stato un fallimento di proporzioni epiche", ha detto il direttore esecutivo di Greenpeace, Kumi Naidoo. Per Naidoo, dopo 2 anni di negoziati presso le Nazioni Unite ci si ritrova con qualcosa che porterà più povertà, più conflitti e distruzione dell'ambiente.

Dilma Rousseff, l'attuale presidente del Brasile, ha detto invece che "i modelli di sviluppo attuali hanno praticamente esaurito la loro capacità di rispondere alle sfide contemporanee". In qualità di presidente di Rio 20, nonché presidente del Brasile, Rousseff ha detto: "Questo può essere chiamata la più grande conferenza delle Nazioni Unite di partecipanti attivi della società civile".

"Il futuro che vogliamo" è il nome del documento che chiude la Conferenza internazionale di Rio e vuole sottolineare i molti pericoli si affacciano su un pianeta la cui popolazione umana è si sta avviando dai sette miliardi di oggi ai 9,5 miliardi entro il 2050. Il lungo elenco comprende i cambiamenti climatici, la desertificazione, l'esaurimento della pesca, l'inquinamento e la deforestazione, e il pericolo che corrono migliaia di specie.

"Il futuro che scegliamo" era invece l'appello che 40 scienziati e premi Nobel avevano lanciato per chiedere ai capi di stato non solo generiche volontà ma scelte precise.

Tutto rimandato quindi, e come ha detto il ministro dell'Ambiente italiano Clini, non era previsto che concordassimo i tempi. Ognuno farà i compiti a casa propria!








Fonte: Redazione
 

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