23/04/2007 NEWS  
Le grandi imprese nell'Anno Polare Internazionale
Il 2007-2008 è stato proclamato l'Anno polare internazionale, il principale sforzo di ricerca coordinato a livello internazionale degli ultimi 50 anni, dove scienziati e responsabili politici di 45 paesi hanno assicurato il loro sostegno politico e finanziario.

L'obiettivo generale dell'iniziativa è quello di consentire un'osservazione e una comprensione più dettagliate delle regioni polari, attirando l'attenzione del mondo intero sulla loro importanza.

Vi sarebbe dovuto essere anche un satellite a dar man forte al grande evento, il satellite CryoSat, che avrebbe dovuto fornire dati importantissimi sui cambiamenti climatici ma è andato perduto 19 mesi fa a causa di un lancio fallito. Tuttavia l''ESA (Agenzia Spaziale Europea) ha deciso di ricostruirne un altro, CryoSat-2, che sarà comunque più potente del primo e verrà lanciato in orbita nel 2009. Il grande vantaggio del nuovo satellite è la capacità di misurare i cambiamenti nello spessore dei ghiacci sia sul mare che sulla terra. Ma in un'era in cui i satelliti artificiali perlustrano e frugano in ogni anfratto del globo si sente comunque l'importanza dell'uomo, che dovrà compiere indagini sul posto. A riguardo, nella preparazione del lancio sono attualmente in corso nell'Artico vari esperimenti sul campo, nell'ambito delle iniziative organizzate per l'Anno Polare Internazionale.

Uno di questi è la spedizione Arctic Arc, sponsorizzata da Rolex, i cui protagonisti sono due esploratori belga: Alain Hubert (53 anni ingegnere ed esploratore) e Dixie Dansercoer (45 anni, campione di windsurf ed esploratore del Karakorum in bicicletta), partiti il primo di marzo dal Capo Arktishewski, in Siberia.

I due esploratori, equipaggiati di tutto, trascinando ognuno una slitta del peso di 130 kg con le provviste e le attrezzature, si muovono in territori ghiacciati dove le temperature variano da -21 a -46 gradi ma che possono scendere a -60 quando soffia il vento o quando si aprono improvvisamente nel ghiaccio crepacci insidiosi che fanno affiorare le acque gelide dell'Oceano Artico, il cui contenuto di energia influenza tutto il clima della Terra.

La prima tappa della spedizione è il Polo, da cui poi i due esploratori proseguiranno per la Groenlandia, che attraverseranno in tutta la sua lunghezza per giungere dopo 2500 chilometri all'estremo lembo meridionale il primo giugno.

I satelliti, ha spiegato Alain Hubert a Newton prima della partenza, compiono osservazioni a tappeto dall'alto, ma per esempio non riescono a determinare con esattezza lo spessore del ghiaccio artico, poichè la neve che lo ricopre falsa le misurazioni.

Così, in attesa di quello che dovrà fare poi CryoSat-2, in collaborazione con l'Agenzia spaziale europea a seguire il cammino di Hubert e Dansercoer vi è in orbita il satellite-sentinella dell'ambiente terrestre Ers2, il quale attraverso le informazioni prelevate direttamente dal campo (ogni 4 chilometri di percorso i due esploratori compiono misure dirette del ghiaccio, dello spessore della neve e della sua diversa capacità di riflessione delle onde elettromagnetiche inviate dalla spazio) si potranno perfezionare i modelli matematici delle rilevazioni satellitari per avere sin d'ora, automaticamente, un quadro preciso della situazione dei ghiacci artici, resi sempre più sottili a causa del global warming.

Così, col conforto di un iPod con musiche di Mozart e Neil Young ma, soprattutto con la convinzione di esser parte di un'impresa storica Alain Hubert e Dixie Dansercoer sfidano le condizioni estreme dell'Oceano Artico per provare di capire con precisione le condizioni di salute del nostro pianeta.
L'impresa Arctic Arc ha uno scopo educativo di sensibilizzazione sulle condizioni del Pianeta: in 40 Paesi del mondo 500.000 studenti dagli 8 a 18 anni la seguono via computer con materiale illustrativo.


Ma anche sull'altro versante dell'Artide, lungo la linea costiera che va dal Canada, e attraverso il Polo, fino alla Siberia, è in atto un altro progetto che nella tratta polare, ha per protagonista un dirigibile.

L'airship, denominato EM-Bird, sarà equipaggiato di un sensore elettromagnetico sviluppato dall'Alfred Wegener Institute for Polar and Marine Research , uno dei 15 centri di ricerca all'interno del Helmholtz Association. Il dirigibile servirà a misurare lo spessore del ghiaccio, e sarà in grado di raccogliere per la prima volta, e in maniera continua, i dati raccolti attraverso le vaste regioni artiche.
Nell'aprile del 2008, EM-Bird volerà da Spitsbergen al litorale canadese via Polo nord e nell'Alaska, mentre esaminerà le principali regioni ghiacciate del mare artico. L'insieme dei dati raccolti consentirà di fare dei raffronti con le misure precedenti e potranno essere dei punti di riferimento per le campagne future.

Il sensazionale progetto, finanziato dalla Total, è del medico-esploratore francese Jean-Louis Etienne, ed è stato presentato a Berlino il 5 aprile.

Ovviamente, come nel caso dei due esploratori belga impegnati nella spedizione Arctic Arc, l'obiettivo dell'impresa è quello di avere misurazioni più veritiere sullo spessore del ghiaccio del Polo, che si va sempre più sciogliendo a causa del riscaldamento globale, mettendo a rischio il delicato ecosistema polare e sui suoi abitanti, come l’orso bianco. L'Artico è uno dei luoghi del pianeta dove sono più evidenti gli effetti del riscaldamento globale. Ogni anno perde un'area di ghiacci pari all'intera Olanda e si stima che lo spessore della banchisa sia già diminuito del 40 per cento. Secondo diversi studi scientifici, entro poche decine di anni l’Oceano Artico potrebbe ritrovarsi privo di ghiaccio durante l’estate.
A volerla veder "nera" se le acque dell'oceano artico si dovessero sciogliere esageratamente, il loro riversamento nelle acque del pianeta, potrebbe scatenare uno tsumani dalle proporzioni inimmagginabili.

La missione di EM-Bird dovrebbe essere inquadrata nel contesto del progetto su larga scala DAMOCLES (Developing Arctic Modelling and Observing Capabilities for Long-term Environmental Studies), che riunisce 44 istituzioni scientifiche europee e del resto del mondo. DAMOCLES* è finanziato a titolo del Sesto programma quadro con uno stanziamento di 16,1 milioni di euro e rappresenta un importante contributo europeo all'Anno polare internazionale appena avviato. Lo scopo principale del progetto DAMOCLES è studiare il destino del ghiaccio marino nell'Artico.

Già da questo mese, il progetto PoleAirship, ha iniziato a raccogliere dati senza però l'ausilio del dirigibile. Inizialmente i dati vengono raccolti sul campo, con l'ausilio di un elicottero per poter verificare l'esattezza delle misure tecniche. Il gruppo di ricerca sosterà in tende montate sul ghiaccio e sarà fornito da un velivolo.

* Purtroppo, un mese fa nel mare di Beaufort, vi è stato un grave incidente a bordo di un sommergibile impegnato nella ricerca per DAMOCLES, mentre stava effettuando un'indagine dello spessore del ghiaccio. In seguito ad una esplosione sono deceduti due marinaii.

Fonte: Professor Echos
 

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