01/05/2009 NEWS  
IL SECOLO DEL DRAGONE

18 aprile 2009

Ma quale dragone, è diventato un formicone!

Il XXI secolo, nel quale siamo da non molto addentrati, riserverà certamente molte sorprese all'umanità.

Non è un caso che proprio all'inizio del secolo ci sia stato l'undici settembre, il quale in un certo senso, sta a rappresentarne il declino della potenza americana. Da allora, la cosa che più è balzata agli occhi, è stata (e sarà per molto tempo) la predominanza sempre più massiccia dei cinesi sull'economia globale (possiede oltre un trilione di dollari di debito pubblico americano), nonchè il loro incessante e mostruoso rifornimento di risorse naturali, specie, dall'Africa, di cui sono i secondi consumatori al mondo di petrolio.

Come fanno le formiche operaie che procacciano il cibo per l'inverno alla comunità, così la Cina fa grandi provviste nel continente nero, ripagandolo con la costruzione di nuove strade, scuole, finanziamento di numerosi progetti, offerte di credito per tutto il continente, cancellazione del debito estero per 31 paesi ...

"La Cina è il più grande paese in via di sviluppo del mondo e l'Africa contiene il più grande numero di nazioni in via di sviluppo" ebbe a dire il presidente cinese Hu Jintao nel novembre 2006, nel corso della III edizione del Forum sulla cooperazione fra Cina e Africa.

Questo suo incontrastato dominio, sembra debba includere anche ricatti politici con il mondo (vedi difesa ad oltranza della regione del Darfur: secondo fornitore africano di petrolio per la Cina, il cui regime è accusato di violazione dei diritti umani e di genocidio), accordi segreti con governi, spesso fantocci, i quali le mettono a disposizione le proprie risorse naturali quali legno, uranio, coltan, diamanti... ripagati, talvolta, con traffico di armi per armare popoli sempre pronti a farsi guerra tra loro, come accade in Liberia e negli stati vicini della Costa d'Avorio e Sierra Leone, ma anche nel Corno d'Africa, dove nel corso degli anni pare che il paese del dragone abbia alimentato il conflitto fra Etiopia ed Eritrea, vendendo armi ed equipaggiamenti militari ad entrambe le parti. E, sebbene non sia mai stato dimostrato, pare ci sia stato anche un tentativo di corrompere un leader africano con decine di milioni di dollari, purchè ripudiasse Taiwan in ambito Nazioni Unite.

Questo incessante accaparramento di risorse naturali da parte della Cina, che va ridefinendo la geopolitica del pianeta, sembra essere il preludio ad un grande cambiamento epocale.

Che la Cina debba pensare a sfamare 1.300.000.000 di cittadini è più che logico! Che voglia rafforzare la propria immagine di potenza scientifica e tecnologica, andando alla spasmodica ricerca di elio-3 sulla Luna *, è comprensibile, ma defilarsi dietro una posizione di comodo, in veste di suggeritore di una Corea del Nord che intende riaprire gli impianti di trattamento del plutonio e riprendere coi programmi nucleari... fa presagire scenari d'ogni genere.

Dopo 15 anni di guerra commerciale, combattuta con le unghie e con i denti, la Cina è riuscita a diventare il principale fornitore al mondo d'un oscuro gruppo di metalli e minerali, denominati elementi rari delle terre [rare earth element (REE)], dei quali ne dispone in abbondanza.

Gli elementi delle terre rare (REE) racchiudono una serie di diciassette elementi chimici, scandio, ittrio, e quindici lantanoidi, che sulla Tavola periodica si trovano fra il lantanio ed il lutezio. Il termine è diventato noto, perlomeno nel campo geologico, con la scoperta nel 1787 del minerale nero ytterbite (noto anche come gadolinite), fatta dal tenente Carl Axel Arrhenius in una cava nel villaggio di Ytterby, Svezia.

Sino a qualche anno i REE erano concentrati in una remota provincia del Canada, Hoidas Lake, a 50 chilometri nord delle miniere di uranio di Saskatchewan. Qui si trovano REE pesanti, disprosio, europio, trizio... di vitale importanza per le tecnologie che includono veicoli ibridi, reti a fibre ottiche, monitor di computer, lenti di precisione, lampade fluorescenti ad alta efficienza energetica, ma anche iPod, Blackberry, televisori a schermo piatto, super magneti, kickstart...

Soltanto oggi, dopo una crisi commerciale durata oltre un decennio, The Hoidas Lake Rare Earth Project, di proprietà della Great Western Minerali Group Ltd. con sede a Saskatoon, sta tornando ad essere un avanzato sito di REE, che potrebbe fornire almeno il 10 per cento del mercato americano, un mercato di vitale importanza per gli Stati Uniti, di cui, sino alla metà degli anni ottanta, ne era stato un grande produttore, avendone a disposizione un enorme deposito nel Mojave Desert.

In effetti, circa il 42% di tutte le riserve di elementi rari delle terre del mondo sono ancora al di fuori della sfera cinese, ma offrendo manodopera a basso costo ed enormi finanziamenti sin dagli anni ottanta, Pechino ha potuto investire massicciamente in nuove miniere e impianti di trasformazione, costituendo una formidabile rete di laboratori di ricerca e sviluppo sui REE, sbaragliando la concorrenza, mettendo su una devastante guerra dei prezzi, tanto che, agli inizi del secolo, molte aziende sono state costrette ad uscire dal mercato, lasciando campo libero alla Cina, la quale ha continuato a tagliare le esportazioni, portando ad un drammatico cambiamento che negli ultimi tre anni ha fatto il bello e il cattivo tempo.

Così, non essendo in grado di soddisfare l'industria mondiale, in assenza di capacità estrattive al di fuori del Paese del Dragone, si teme che il sistema di fornitura REE possa scricchiolare. Ciò ha creato un'ondata di panico, per le industrie che lavorano i metalli rari.

Oggi, con la domanda globale di REE in forte crescita (10% annuo), c'è più che mai l'esigenza di disporre di depositi fuori della Cina. Così ha fatto la Toyota, che avendo necessità di lantanio, per la produzione delle sue auto ibride, si è affrettata ad assicurarsi l'approvvigionamento di REE in Vietnam e in Malaysia. Mentre in Canada e in Australia, diverse miniere, che furono costrette a lasciare il mercato durante la guerra dei prezzi, stanno riaprendo l'attività.

Di tutti le miniere di metalli rari che operano al di fuori della Cina, il gruppo australiano Lynas, sta costruendo un impianto per il trattamento del minerale metallifero in Malesia, assicurandosi la trasformazione del materiale proveniente da Monte Weld, nell'Australia occidentale, dove si trova il più ricco deposito di elementi delle terre rare del mondo: giacimenti di lantanio, cerio e neodimio, determinanti per industria elettronica, energia verde e industria automobilistica, i quali producono circa 1,1 milioni di tonnellate di ossidi di terre rare, sufficienti a fornire fino al 20% del mercato globale per 30 anni.

Se la Cina dovesse chiudere i rifornimenti, costringerà molti ad uscire dal mercato. Poichè la Cina taglia le esportazioni, deviando le riserve nella costruzione di pannelli solari e nella modernizzazione del suo potente esercito, il prezzo di questi metalli allo scambio commerciale, intensificherà.
Per quest'anno, la Cina ha reso disponibili soltanto 38000 tonnellate di terre rare per l'esportazione, tuttavia la domanda del solo Giappone, solo per quest'anno, ne prevede almeno 40000 tonnellate.

Tutto ciò induce a pensare che i REE, come il petrolio possono diventare un'arma in più nel mercato economico emergente.

Eppure, cinquanta anni fa, chi avrebbe creduto che dei minerali neri, apparentemente inutili, sarebbero diventati elementi tanto indispensabili per il nostro futuro. I REE sono ampiamente applicati nell'alta tecnologia, nel settore delle industrie del vetro e della ceramica, nella metallurgia, nell'elettronica, agricoltura, scienze naturali, applicazioni ambientali (turbine eoliche, pannelli solari).

Tuttavia, alla luce dei fatti, con il 90% di REE di tutto il mondo sotto il controllo della Cina, potrebbe diventare quasi impossibile produrre una turbina eolica o veicoli elettrici senza la benedizione di Pechino.

Probabilmente, questo nostro mondo, che vive in letargo gran parte del suo tempo, ha bisogno di svegliarsi e cominciare a pensare a questo gruppo di elementi rari come a "metalli tecnologici", senza i quali non ci potrebbe essere la tecnologia.

Intanto i cinesi, come tante formiche soldato, con teste enormi e mascelle gigantesche, stanno preparandosi al grande scontro economico che il futuro ci riserverà


<*>ELIO 3: (elemento cosmico tanto prezioso, di cui ne basterebbe uno Shuttle carico, per alimentare gli Stati Uniti per un anno)

Fonte: LV - materie prime

Immagine: history.cultural-china.com







Fonte: il professor echos
 

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