19/03/2015 global warming  
Clima: la grande sfida dell'uomo responsabile

Le sfide che l'uomo dovrà affrontare nella prima parte del nuovo secolo, sono tra le imprese più difficili, anzi impossibili, le cui difficoltà superano di gran lunga la più fervida immaginazione. Solo l'aiuto della Provvidenza, che spesso va in soccorso di chi sa osare, riuscirebbe a sanare la salute del pianeta che ci ospita, che all'ultimo check up ha mostrato segni evidenti di una febbre inarrestabile.


Saranno le future metropoli del pianeta l'epicentro delle sfide che l'uomo dovrà compiere, se desidera far vivere i suoi simili domani, in un ambiente climatico più sopportabile.

Dopo decenni di misurazioni si è notato che il tasso annuale di aumento di anidride carbonica si sta sempre più allargando, con doppia velocità nell'ultimo decennio rispetto agli anni 60. In parte, le variazioni sono dovute a fattori naturali, come fluttuazioni nella quantità di anidride carbonica assorbite dalla piante e dagli oceani, ma un aumento così massiccio e continuo, sebbene ci siano ancora nicchie di scienziati dal parere contrastante, é sicuramente attribuibile alle emissioni industriali umane.


Per l'uomo, non sarà un'impresa semplice riuscire ad arginare l'imponente quantità di anidride carbonica, il cui valore di concentrazione della CO2 negli ultimi 150, 170 anni è schizzato quasi a sfiorare le 400 parti per Milione (su un milione di molecole d'aria attorno a noi, 400 sono di anidride carbonica), quasi 100 punti in più della soglia che si è sempre mantenuta costante per centinaia di migliaia di anni. Ora, ogni anno aggiungiamo in più 20 parti per milione di ulteriore CO2 e questo, lentamente, subdolamente porta dritto dritto ad un aumento di 5 gradi in più a fine secolo.


Occorre quindi stabilire nuove regole in cui i gas che alterano il clima e che producono anidride carbonica, si riducano il più possibile.


Di questo se ne parlerà molto in occasione dell'importante appuntamento di dicembre di quest'anno a Parigi, alla 21esima Conferenza Mondiale delle Nazioni Unite per le riduzioni delle emissioni di gas a effetto serra.


Il Protocollo di Kyoto (firmato nel 1997 a seguito della "Convenzione Quadro" delle Nazioni Unite che aderiscono sulla Convenzione dei Cambiamenti Climatici), in molte delle sue parti é considerato obsoleto, poiché 21 Conferenze fa, coinvolgeva solo una parte dei Paesi mondiali. A Parigi invece saranno coinvolti in un accordo vincolante, tutti i governi del mondo: 194 stati sovrani.


Ogni anno sono 36 MLD le tonnellate di anidride carbonica equivalente, cioè un complesso di gas che vengono resi omogenei alla CO2, che vengono immessi in atmosfera da attività umane. Circa il 30 per cento di questa anidride carbonica si diffonde negli oceani attraverso lo scambio chimico diretto. Sciogliendosi nell'acqua l'anidride carbonica crea l'acido carbonico, che aumenta l'acidità dell'acqua . Il restante va in atmosfera, andando ad aumentare l'effetto serra naturale, portando all'aumento delle temperature.


Nell'800 la popolazione mondiale residente in città era del 3 per cento, nel 2000 era del 50 per cento, si prevede che nel 2050 schizzerà in alto in maniera iperbolica toccando il 70 per cento. Shenzhen, in Cina, ad esempio: una cinquantina di anni fa era un villaggio di pescatori di 20 mila abitanti. Oggi ne conta quasi 20 milioni.


La Cina ha conosciuto negli ultimi 2 decenni la crescita più veloce di tutti i tempi ed è mutata radicalmente. Le città sono esplose, si sono mangiate le campagne attorno, trasformandole in uno sterminato cantiere interrotto.


Le metropoli che stanno formandosi sul pianeta ospiteranno miliardi di persone
e dovranno sostenere il peso crescente di una ingente produzione energetica. Trasporti, illuminazione, climatizzazione, reti informatiche.


continua

Fonte: Luciano Vecchi
 

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