16/02/2009 global warming  
Il global warming corre veloce...
In un riunione svoltasi sabato a Chicago da parte di illustri scienziati assieme a quelli dell'Ipcc, il biologo del Carnegie Institute Chris Field, uno dei firmatari del rapporto dell'Intergovernmental Panel on Climate Change (Ipcc) sull'effetto serra, ha detto che il riscaldamento globale rischia di essere molto più veloce del previsto a causa dell'aumento delle emissioni industriali di gas a effetto serra. Inaspettatamente grandi quantità di biossido di carbonio sono state immesse in atmosfera a seguito della reazione allo squilibrio dei cicli climatici (feedback), che stanno accelerando i processi naturali. A dimostrazione di ciò basti vedere le alte temperature che stanno cominciando a fondere lo strato di ghiaccio artico permanente, il quale potrebbe rilasciare centinaia di miliardi di tonnellate di carbonio e di metano in atmosfera.

Il permafrost detiene 1 trilione di tonnellate di carbonio, formatosi con l'assorbimento dei gas sotto terra, di cui un 10 per cento potrebbe essere rilasciato entro la fine di questo secolo. Lo strato di ghiaccio permanente fuso inoltre libererebbe il metano, che è 25 volte più potente dell'anidride carbonica.

Secondo lo scienziato russo Sergei Zimov, per millenni, le regioni nordiche sono state abitate da tantissimi animali, come i mammuth. Durante questo lungo tempo, gli strati di residuo animale hanno coperto il suolo, che poi si è congelato diventando una terra molto fredda. Adesso, che gli effetti del global warming si fanno più evidenti nelle zone ghiacciate dell'Artide, questa materia sta cominciando a sciogliersi. Si pensa che lo sterco, il letame rimasto congelato negli strati più bassi per migliaia di anni, possa contenere più carbonio di quanto ce ne sia nell'atmosfera. Studi statunitensi, quantificano le emissioni in circa 7 miliardi di tonnellate di carbonio l'anno. Per Zimov, il quale è direttore del Northeast Science Station Cherskii, l'area del Permafrost conserva circa 500 miliardi di tonnellate di carbonio. I depositi della materia organica lasciata nel passato dagli animali, sono così giganteschi da rendere insignificanti le attuali riserve mondiali di petrolio, ha detto lo scienziato russo, direttore del Northeast Science Station Cherskii.[color]


Fonte: ilprofessorechos.blogspot.com/
 

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